3. I conigli di Fibonacci. (1175-1235)


Supponiamo di avere an coppie di conigli dopo n mesi. Il numero di coppie in n+1 mesi sarà an (in questo problema i conigli non muoiono mai) più il numero di nuove coppie nate. Ma queste nuove coppie sono nate solamente a coppie che hanno almeno un mese, così ci saranno an-1 nuove coppie, cioè an+1 = an + an-1 che è la regola per generare i numeri della Successione aurea di Leonardo Fibonacci, pisano, noto anche per avere introdotto, in occidente, la numerazione araba[1].
Perché fu posto questo problema? Mera curiosità matematica o ricerca di qualche testimonianza esoterica dal metodo di procreazione dei conigli?
Esoterica non so, ma l’onda del processo di sviluppo nella natura segue proprio la successione aurea di Fibonacci che nasce dagli effetti delle armonie delle forme sonore e ottiche sull’apparato sensorio umano.
La successione di Fibonacci interessò anche Federico II di Svevia, imperatore romano germanico cristiano, che nutriva qualche preoccupazione nell’immaginare il comportamento dei suoi sudditi, simile ai conigli.
Qualche prova a questa preoccupazione potrebbe essere ricavata dall’intenso sviluppo demografico che si manifestò nei primi due secoli dello scorso millennio. Era l’epoca della costruzione delle grandi cattedrali attorno alle quali sorsero fiorenti città in tutta Europa. Il benessere era diffuso e la popolazione aumentava rapidamente di numero, secondo un tasso di accrescimento che, appunto, i conigli ne segnano un limite che solo i topi possono uguagliare.
L’interesse dell’imperatore alla demografia era eminentemente dovuto al fatto che ogni governante coscienzioso ha ferma la coscienza di considerare le risorse occorrenti all’esistenza della popolazione da una parte, e dall’altra, che queste siano numericamente sufficienti per creare un sostanziale equilibrio nel disporre dei soggetti validi per coltivare i campi e per trarre dai residenti, i soldati da mandare in guerra.
Il punto chiave della demografia sta nella fecondità delle donne, nell’indice di natalità in rapporto all’età media, all’età estrema della popolazione che entra in gioco per determinare la speranza di vita e tasso di mortalità.
Qui non è il caso di parlare di politica demografica perché il controllo delle nascite è una questione che solleva solo problemi di natura etica, ma il fatto di accertare se è vero che la popolazione è costante quando il tasso di fecondità delle donne è 1,618.
La serie di Fibonacci è una successione di interi definita a partire dalla coppia [a0=1, a1=1] in cui l’elemento successivo è calcolato come somma degli ultimi due. Una definizione più formale è:

a0 = 1; a1 = 1; an+1 = an + an -1    se n > 2



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se n < 2, da uno qualsiasi degli elementi della successione si divide per l’elemento precedente si ottiene:
La successione è crescente ed illimitata, quindi divergente positivamente.
Il problema dell’Imperatore svevo si risolleva particolarmente in questi nostri tempi in cui occorre ristabilire l’equilibrio tra le risorse della terra e l’aumento della popolazione che, oltre al tasso di fecondità delle donne, deriva anche dall’età media della popolazione.
Al riguardo, oggi, gli attuari sono indotti in errore dagli enti pensionistici, in particolare l’INPS, che formulano i loro calcoli sull’indice di sopravvivenza all’età pensionabile, anziché all’età estrema legata a ciascuna classe di età degli assicurati.
Supposto che il sistema reddito e pensione universali entrino a regime tale problema non si riprodurrà più perché il problema demografico si risolverà da solo: il tasso di fecondità diminuisce con l’avanzare dell’età.

Quando le popolazioni più giovani saranno indotte a procreare secondo sani principi ispirati alla consapevolezza di mettere al mondo i figli, nessun ente avrà necessità di considerare rischio la longevità, né medico sarò obbligato a praticare l’aborto volontario o l’eutanasia.



Giammaria Ortes (1713-1790), tra i grandi economisti esclusi dal corso razionalista del pensiero, afferma che il valore secondo opinione sarebbe la media tra la sommatoria dei diversi oneri di ricchezza (a, possesso; b, acquisto; c, potere a disposizione) e i loro detentori n; ossia (a + b + c )/n significa che se tutti gli uomini sono uguali, gli uni rispetto agli altri in termini di ricchezza, nell'insieme tutti valgono zero.
Ma gli uomini non sono uguali e la diversità va trattata secondo l'insieme dei rapporti degli "oneri" qui enunciati solo col termine generico di ricchezza.
Ma, se la ricchezza comporta un onere quali e quanti sono gli oneri che concorrono a determinarla[3]?
Se supponiamo vera l'espressione algebrica di Ortes, in quale direzione, tutti dovrebbero concorrere? Condurre l’umanità in modo compatibile alla condizione della disponibilità delle risorse, ovvero, al contrario, sfruttare le risorse secondo gli andamenti della domanda e dell’offerta dei beni sul mercato?
Possono essere formulate teorie e realizzate applicazioni tali che le discipline economiche e sociali possano determinare in modo incontrovertibile e risolvere il problema ponendo il fatto che considerando x il dato e y la variabile, si possa giungere al risultato x = y anche se la variabile y diventa dato x e viceversa?
Quale è il rapporto che coinvolge la gestione delle risorse umane, strumentali e materiali da parte dei possessori, degli imprenditori e dei lavoratori che dovremmo presumere essere coinvolti negli stessi interessi senza che tra loro sia ancora necessaria la contrattazione bilaterale collettiva?
Quando succederà che, al posto del politico saccente e chiacchierone, subentreranno lo ambasciatore, portavoce di buona creanza, conoscenza e sapienza, e il navigatore, accompagnatore di chi cerca l’occupazione giusta per le sue aspirazioni esistenziali? (Dell’influencer se ne potrà parlare quando la sua azione uscirà dai ristretti ambiti del mercatismo finanziario).
A quali principi costoro dovranno appellarsi per avverare l'enunciato di Ortes?
La risposta va cercata nella scelta di uno o più opinioni citate nella nota 7 in pagina precedente, tenendo presente che, in economia, il valore di un bene è determinato da una teoria delle Scienze umane e da una serie di Proposizioni che, tra chi che le ha formulate meglio, come appunto Ortes per averle chiamate opinioni; Voltaire, cittadini; Marx, proletari; Von Hayek, individui; Gramsci, lavoratori; Bobbio, liberi e uguali; F.D. Roosevelt, soggetti liberi dal bisogno e dalla paura.
Eleonora sposa di quest’ultimo, nell’introdursi come prima Segretaria dell’ONU, seguì’ la traccia di Von Hayek e tornò a ridurre i soggetti liberi ad “individui” e così sono ancora qualificati nella Dichiarazione universale dei diritti dell’Uomo ed anche nella nostra Costituzione, dove la parola persona figura in funzione al suo “pieno” sviluppo in senso umano[4] .
A quando la Persona consapevole nel contesto di un ordine sociale al cui centro non sarà più la competizione per conseguire il profitto ma la consapevolezza per raccoglierci tutti attorno al bene comune per vivere meglio e in pace?
Tutte le cose che gli uomini vi facciano, fatele anche voi agli altri.
In gruppi umani dove la tecnologia consiste nell’adattare materiale prelevato dalla natura per confezionare abiti e strumenti semplici funzionanti con l’energia dal corpo umano o animale, il principio enunciato da Matteo ha effettivamente valore universale, ma, quando tali strumenti sono costruiti con materiali sofisticati e l’energia usata diventa illimitata, la frase scritta dall’ Evangelista va completata coi concetti che i tempi nuovi impongono:

Prima di fare agli altri ciò che volete fosse fatto a Voi, pensateci tre volte: la prima, se fa bene alla salute; la seconda, se il rischio di insuccesso è nei margini di sicurezza e se l’atto è giusto ed equo per tutti andare.
John Rawls, non sembra abbia avuto la consapevolezza dell’altro quando modificò il detto cristiano evangelico in:
Opera in modo che se tutti agissero così in quella situazione e tu fossi una qualsiasi delle persone coinvolte nella tua azione, saresti comunque soddisfatto.



5.      


[1] Nel “Liber abbaci” Leonardo Fibonacci espone il contenuto e le funzionalità della numerazione posizionale indiana – adottata in un secondo momento dagli Arabi – fino a quel momento praticamente sconosciuta in Europa, e tratta una serie di problemi matematici, come la famosa successione numerica in cui ogni elemento è uguale alla somma dei due precedenti (0, 1, 1, 2, 3, 5, 8, …). (Wikipedia)
[2] Opinione intesa in tutti i suoi significati 1. opinione, giudizio, pensiero, parere, modo di vedere o di pensare 2. volontà, intenzione, desiderio 3. sentenza di un giudice, giudizio, decisione, voto, parere espresso ufficialmente 4. (in senso figurato) significato, concetto, senso, tenore, contenuto di un discorso 5. massima, detto 6. frase, periodo, proposizione (Sapere.it).
[3] I beni capitali già esistenti formano un sistema di forze relativamente permanente, che deve perciò essere trattato come un tutto e non più singolarmente come invece avviene per i nuovi beni capitali. In questi, infatti, la determinazione delle loro produttività specifiche, dei loro saggi di rendimento, dei loro saggi d'interesse e dei loro valori può farsi secondo quanto esposto [cfr. Demaria, Trattato II, II, V, pp. 315-45] trattando in modo indipendente e singolarmente della funzione d'investimento; della distinzione tra investimenti conservativi ed espansivi; della graduatoria d’importanza, secondo le teorie correnti, delle loro variabili indipendenti; della variabilità da un'impresa all'altra, del rapporto capitale-lavoro; del coefficiente di capitale; del coefficiente di lavoro; del rapporto investimento-reddito annuo; del rapporto capitale lavoro del rapporto ammortamento annuo-investimento annuo, e trattando, pure in modo indipendente e singolarmente, delle produttività marginali fisica, economica, totale complessiva, ponderata, crescente, decrescente e costante nei vari tipi di funzione produttiva, omogenea lineare e non lineare, per cui cioè non esiste mai universalità di relazioni" (Demaria, Trattato II, p.994). [Riportato da Achille Agnati, Critica dei Massimi Sistemi dell'Economia Politica, pag. 629, CEDAM, Padova II Ed. 2001

[4] Il comma 2 dell’art. 3 della Costituzione recita: “È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.”. Chi rimuove gli ostacoli? Questa è libertà oscurata dal soffio di Rawls.
È inoltre citata all’art. 32, laddove “La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.” e tre volte all’art. 111 relativo ai diritti della persona accusata e delle persone chiamate a comparire nel processo.

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